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Back to school: Il microbiota intestinale



Microbiota intestinaleSe ognuno di noi potesse guardare con un microscopio all’interno del proprio intestino scoprirebbe, probabilmente non senza sorpresa, di convivere con realtà viventi che albergano dentro il nostro corpo senza che noi ce ne accorgessimo. Parliamo del microbiota intestinale. Che cos’è il microbiota intestinale? E l’insieme dei microorganismi viventi all’interno del nostro apparato digerente che simbioticamente cooperano al mantenimento delle sue funzioni fisiologiche. Il nostro sistema digerente è composto da una serie di formazioni anatomiche che, più o meno, sono a stretto contatto con ciò di cui ci alimentiamo e quindi più o meno popolate da questi microrganismi.

Schematicamente possiamo ridurre il nostro sistema digerente alle seguenti formazioni: cavità orale, l’istmo delle fauci (la porzione posteriore della cavità orale), la faringe, l’esofago, lo stomaco, l’intestino tenue (duodeno, digiuno e ileo), l’intestino crasso (cieco, colon e retto). Tutte queste formazioni sono disposte nel nostro corpo in ordine discendente dall’alto verso il basso e, in maniera non uniforme, sono popolate da batteri. I batteri, come sappiamo, sono microrganismi unicellulari di dimensioni dell’ordine di pochi micrometri. Alcuni di questi organismi sono fondamentali per l’omeostasi del nostro organismo, altri sono invece potenti patogeni.

La distribuzione batterica varia nel nostro intestino aumentando in senso oro-fecale. Nella regione sovramesocolica del nostro sistema digerente infatti il numero di batteri varia da 10^1 fino a 10^4 per grammo di tessuto. E’ nella regione sottomesocolica, a partire dall’ileo, che il numero di batteri aumenta esponenzialmente fino ad arrivare a 10^11 / 10^12 microrganismi/g nel colon. Questa diversità di concentrazione è giustificata dal cambiamento delle condizioni ambientali interne lungo il tratto digerente. Nel primo tratto digerente infatti esiste una forte concentrazione di acidi (ad esempio acido cloridrico), bile e succo pancreatico elementi sicuramente sfavorevoli alla crescita batterica. Nell’ultimo tratto digerente invece la presenza di tali sostanze è attenuata dal proce(sso di digestione e quindi si può arrivare a contare nelle feci circa 100-200 miliardi di batteri (1). I batteri sono generalmente identificati in latino con due termini, esempio: Staphylococcus epidermidis dove “Staphylococcus” è il genere e “epidermidis” è la specie.

Vediamo quali sono i batteri maggiormente presenti nei vari organi dell’apparato digerente (2):

Stomaco N. di microrganismi presenti: 10^0 – 10^3 CFU/g Genere: Lactobacillus, Streptococcus, Staphylococcus, Enterobatteriaceae, Funghi.

Tratto Duodeno-Digiunale N. di microrganismi presenti: 10^2 – 10^5 CFU/g Genere: Lactobacillus, Streptococcus, Bifidobacterium, Enterobatteriaceae, Staphylococcus, Funghi

Zona Ileo-ciecale N. di microrganismi presenti: 10^3 – 10^9 CFU/g Genere: Bifidobacterium, Bacteroides, Lactobacillus, Streptococcus, Enterobatteriaceae, Staphylococcus, Colstridium, Funghi

Colon N. di microrganismi presenti: 10^10 – 10^12 CFU/g Genere: Bacteroides, Eubacterium, Clostridium, Peptostreptococcus, Streptococcus, Bifidobacterium, Fusobacterium, Lactobaciullus, Staphylococcus, Funghi.

CFU = Colony Forming Unit, ossia Unità Formanti Colonia per 1 grammo di tessuto.

Quali funzioni assolvono questi migliaia di batteri nell’intestino umano? Essi contribuiscono fortemente alla digestione di carboidrati non facilmente digeribili dall’uomo ma anche di peptidi e proteine così come di sostanze tossiche (es. ammoniaca). Stimolano il sistema immunitario intestinale e svolgono una fondamentale funzione fisica di barriera per evitare la penetrazione e l’invasione dei tessuti da parte di germi patogeni. Alterazioni patologiche di diverso genere possono alterare l’equilibro microbico intestinale e creare danni all’apparato digerente. Alcune forme batteriche presenti nel nostro intestino sono potenzialmente nocive come ad esempio i generi Staphylococcus, Clostridium. Questi microrganismi potrebbero produrre tossine in condizioni patologiche, cosa che in condizioni normali è impedita dalla flora protettiva sulla quale hanno importante ruolo i generi Lactobacillus, Bifidobacterium tra gli altri.

Riferimenti Bibliografici

(1) Guarner F, Malagelada JR. Gut flora in health and disease. Lancet 2003;360:512-9 2 Enzo Ubaldi

(2) L’ecosistema Intestinale e i Probiotici – www.simg.it

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