Back to school: La formula leucocitaria



La formula leucocitaria è un esame di tipo ematologico tipicamente prescritto in associazione ad un esame emocromo-citometrico  (detto comunemente emocromo). I leucociti comprendono in realtà diverse classi di globuli bianchi, le cui percentuali in rapporto a cento leucociti sono indicate nella formula leucocitaria.

Normalmente essa si presenta cosi:

  • Polinucleati neutrofili: da 60 a 70%
  • Polinucleati eosinofili: da 1 a 5%
  • Polinucleati basofili: da 0 a 2%
  • Mononucleati linfociti: da 25 a 30%
  • Mononucleati monociti: da 3 a 7%

formula leucocitaria, emocromo con formulaNormalmente, questa formula sanguigna può subire delle variazioni dell’ordine del 20%. Essa varia in numerosi sindromi in maniera più o meno significativa e rilevante dal punto di vista patologico. I neutrofili passano dal 60% alla nascita al 30% ad un anno, per risalire progressivamente al 60% a dodici anni, come nell’adulto. I linfociti seguono le variazioni inverse. Si dice che la formula del bambino è invertita in rapporto a quella dell’adulto. Questa inversione esiste anche in certe malattie.
L’aumento o la diminuzione di una delle categorie della formula leucocitaria, la comparsa di formule anormali provenienti dal midollo, dove sono fabbricati tutti i globuli, possono essere molto utili da conoscere in numerose malattie. Bisogna sapere che le cifre della formula sono soggette a variazioni molto più importanti di quelle delle altre analisi. Infatti, la composizione di questa formula viene effettuata al microscopio riconoscendo e contando da 200 a 300 i leucociti solamente e, da un operatore all’altro, le variazioni possono sfortunatamente essere notevoli, nonostante stabilire le formule in maniera rigorosamente riproducibile sia ormai lo standard attraverso strumentazione dedicata che permette inoltre di fornire informazioni sul contenuto enzimatico dei globuli bianchi, utile per la ricerca di numerose anomalie.
Si tratta della costante H.P.X. (alta attività perossidasica) che è normale da 0 a 2,5% e della costante L.U.C, (grandi cellule non colorate), che è normale da 0 a 3%. Un aumento dell’H.P.X. corrisponde ad elementi la cui attività perossidasica è più elevata di quella dei neutrofili (granulari giovani). Le variazioni di H.P.X. permettono di seguire le infezioni e le malattie dei neutrofili giovani. Un aumento di L.U.C, corrisponde sia a linfociti più grandi del normale, o a linfociti anormali, o a blastociti, vale a dire cellule anormali che sostituiscono i leucociti, sia ad una deficienza perossidasica dei neutrofili, degli eosinofili e dei monociti. I L.U.C, presentano un interesse molto grande per seguire le remissioni o le ricadute in caso di presenza di queste cellule. Troverete tipicamente queste informazioni in un emogramma esaustivo.

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