HIV, nuovi marcatori segnalano il ritorno della viremia post trattamento



hiv viremia aids marcatoriIl trattamento dell’infezione da virus dell’ immunodeficienza umana 1 (HIV-1) tramite terapia antiretrovirale (ART) nelle settimane seguenti la trasmissione può indurre uno stato di “controllo post-trattamento” (PTC) in alcuni pazienti, nei quali la viremia rimane inosservabile se il trattamento viene interrotto .

L’infezione primaria da HIV-1 (PHI), ossia il periodo di settimane o mesi di sieroconversione, può fornire indicazioni su come avvenga la riattivazione della viremia, aiutando ad scoprire i meccanismi per protrarre il periodo aviremico fino a 10 anni, come è stato osservato in alcuni casi.

Gli scienziati del John Radcliffe Hospital (Oxford, UK) e loro collaboratori hanno retrospettivamente analizzato i dati di uno studio randomizzato di pazienti con infezione da HIV primaria coinvolti nel processo SPARTAC. Hanno confrontato le cellule T di 154 pazienti in Europa, Brasile e Australia che hanno sospeso il trattamento ART dopo 12 o 48 settimane. Hanno messo a punto un gruppo di 18 biomarcatori per misurare i parametri di immunità dell’ospite in relazione ai marcatori del virus HIV-1.

I ricercatori hanno utilizzato una varietà di metodi compresa la misurazione del DNA HIV-1, la quantificazione ​​associata alle cellule HIV-1 RNA Transcript (che è stata eseguita sul LightCycler 480 di Roche), mentre la specifica risposta alle CD8 è stato eseguita tramite analisi IFN-γ ELISpot, e la fluorescenza delle cellule attivate su un  citofluorimetro  MAQSquant. L’interleuchina-6 (IL-6) e il D-dimero sono stati quantificati usando test commerciali.

Gli scienziati hanno scoperto che alti livelli di marcatori PD-1, Tim-3 e Lag-3 misurate prima del trattamento antiretrovirale possono fortemente prevedere il tempo di ritorno della viremia.

Gli autori hanno concluso che i partecipanti in fase di interruzione del trattamento dopo 48 settimane di ART rivela nuovi potenziali biomarcatori che dovrebbero essere considerati in studi più ampi. I Marcatori di esaurimento delle cellule T possono individuare le cellule latentemente infettate con una propensione maggiore alla trascrizione virale. Lo studio è stato pubblicato il 9 ottobre 2015, sulla rivista Nature Communications.

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