Staminali cordonali, panorama e scenari



ALESSIO TREVISANI – SORGENTE
Responsabile scientifico

alessio trevisaniBuongiorno, Può farci una breve panoramica dei servizi offerti da Sorgente e della storia dell’azienda ?

AT: Sorgente è costituita da un gruppo di aziende biotecnologiche italiane la cui mission è di offrire alle famiglie strumenti innovativi per la tutela della loro salute. In dettaglio Sorgente offre due tipologie di servizi: la conservazione privata del sangue del cordone ombelicale e un’insieme di test genetici volti alla prevenzione, personalizzazione e protezione della salute dell’individuo. Per quanto riguarda la conservazione del sangue cordonale (e delle preziose cellule staminali in questo contenute) Sorgente offre alle famiglie un servizio di elevata qualità. Dopo la raccolta, infatti, il sangue cordonale viene conservato presso la biobanca Vita34 AG (sede a Lipsia in Germania), struttura in possesso di numerose certificazioni fra le quali spicca la Good Manufacturing Practice (GMP) nonché leader in Europa per numero di campioni rilasciati per trapianto. In merito invece ai test genetici, Sorgente offre una serie di test che potranno essere eseguiti da donne e uomini di qualunque fascia d’età. Grazie ai test di Sorgente è possibile:

  •    definire un programma di salute su misura del cliente (test Salute completa)
  •    migliorare la forma fisica con un dosaggio ottimale di carboidrati, fibre e grassi (test Dieta+)
  •    prevenire intolleranze e malattie in età infantile o giovanile (test Screening neonatale)
  •    conoscere la propria predisposizione genetica a sviluppare la celiachia (test Celiachia)
  •    conoscere la propria predisposizione a sviluppare il glaucoma e la maculopatia (test Glaucoma e AMD)
  •    conoscere la propria predisposizione a sviluppare trombofilia (Trombofilia).

Il vostro è un mercato abbastanza recente, ma in rapido sviluppo. Qual è il panorama internazionale rispetto alla situazione Italiana, ove si fatica a trovare una sinergia tra pubblico e privato ?

 

AT: Ad oggi, come stabilito dal decreto ministeriale del 18 novembre 2009 ”Disposizioni in materia di conservazione di cellule staminali da sangue del cordone ombelicale per uso autologo-dedicato”, le famiglie Italiane possono scegliere se conservare il sangue del cordone ombelicale del proprio figlio in biobanche private (mantenendone la proprietà) o se donarlo a biobanche pubbliche (cedendone la proprietà). Nel caso della conservazione privata, il sangue raccolto potrà essere infuso sia nel bambino da cui è stato prelevato (uso autologo) sia in un suo famigliare (uso allogenico intrafamigliare) previo accertamento della compatibilità. Nel caso invece della donazione pubblica, la famiglia perde la proprietà del sangue cordonale raccolto, sangue che potrà essere infuso solo nell’ambito di trapianti allogenici. Essendo il sangue cordonale raccoglibile solo al momento della nascita del neonato è estremamente importante che i genitori siano adeguatamente informati in merito ai possibili pro e contro delle due vie di conservazione. In particolare:

  • In Italia, nel rispetto della normativa sopra menzionata, non possono essere istituite biobanche private. Il campione di sangue cordonale deve essere quindi conservato in strutture con sede all’estero, preferibilmente all’interno della comunità Europea.
  • Il servizio di donazione pubblica è talvolta inflazionato da carenze strutturali e organizzative tali per cui, ad esempio, la raccolta del sangue non viene garantita di notte o nei giorni festivi.

Per quanto riguarda il panorama Europeo, è interessante ricordare che solamente in Italia e in Francia non possono essere istituite banche private, possibilità che invece è a disposizione in tutti gli altri stati Europei. In alcuni casi, in aggiunta, conservazione privata e donazione pubblica coesistono in sistemi di raccolta misti, come avviene ad esempio in Spagna. Nel mondo, infine, sono state istituite circa 200 banche pubbliche. Ebbene in Italia sono presenti 19 di queste banche, un numero francamente eccessivo sia in considerazione del numero di campioni ad oggi conservati sia in termini dei costi necessari al mantenimento di tali strutture.

Dal primo utilizzo clinico a oggi delle staminali cordonali  la sperimentazione si è spinta  in molte direzioni, quali sono secondo lei le aree di applicazione più promettenti ? 

AT:Il 6 ottobre 1988 venne eseguito il primo trapianto di sangue cordonale in un giovane paziente affetto da anemia di Fanconi. Da allora le capacità immunologiche e rigenerative delle staminali del cordone ombelicale sono state approfondite in numerosi studi sperimentali e clinici. I risultati di questi studi hanno permesso, ad oggi, di poter utilizzare il sangue cordonale come trattamento per oltre 80 patologie prevalentemente di natura oncoematologica. Ad oggi sono in corso oltre 180 studi clinici in cui è valutato il potenziale terapeutico delle staminali cordonali in patologie ad esempio cardiologiche (infarto,  cardiomiopatie), infiammatorie (artrite reumatoide, morbo di Crohn), neurologiche (sclerosi multipla, Alzheimer) cosi come in malattie neonatali (paralisi cerebrale, asfissia neonatale).  In aggiunta, le staminali del cordone ombelicale grazie alla loro capacità di dare origine a cellule di diversi tessuti, risultano promettenti nell’ambito della medicina rigenerativa.

Evidenze sperimentali  suggeriscono l’utilizzo di queste cellule nel contesto di patologie di natura:

  • Neurologica: l’infusione di cellule neuronali derivanti da staminali cordonali in topi affetti da SLA ha rallentato la progressione della malattia ed aumentato la durata della vita degli animali trattati
  • Nefrologica: il trapianto di staminali cordonali in modelli murini di insufficienza renale acuta,  non solo ha alleviato lo stato infiammatorio ma ha anche promosso la proliferazione delle cellule renali sanefavorendo, complessivamente, la rigenerazione del tessuto renale danneggiato
  • Ortopedica: in un modello animale di femore fratturato, il trapianto di cellule staminali cordonali ha indotto una significativa capacità nell’indurre la guarigione dell’osso
  • Oculistico: staminali cordonali si sono dimostrate capaci di ricostruire la cornea formando una superficie otticamente chiara quando trapiantate in conigli.

Questi sono solo alcuni esempi dei possibili futuri utilizzi delle staminali del cordone. Chiaramente, al fine di mitigare facili e precoci entusiasmi è opportuno sottolineare che prima che queste cellule diventino uno standard terapeutico per il trattamento delle suddette patologie, è necessario che siano a disposizione esiti di studi clinici di lunga durata condotti su molti pazienti.

Può raccontarci qualcosa sulla tecnologia coinvolta nella conservazione dei campioni e nei servizi di screening genetico ? 

AT: Al momento della nascita, il sangue del cordone ombelicale viene raccolto dalla vena ombelicale entro una apposita sacca contenente un anticoagulante. Una volta giunto alla biobanca, il sangue viene sottoposto ad accurate analisi nel corso delle quali verranno valutati importanti parametri come ad esempio la cellularità del campione, la vitalità delle cellule e l’assenza o presenza di eventuali contaminanti di natura batterica o virale. Al termine della fase di analisi, l’unità ematica viene miscelata con un agente crioprotettivo (dimetilsolfossido) e trasferita in una sacca ad hoc per la crioconservazione. Quest’ultima, infine, viene collocata in biocontainer a diminuzione controllata della temperatura e quindi crioconservata in azoto (sottoforma di vapori o liquido) a -196°C. Al fine di massimizzare la sicurezza e l’efficienza della crioconservazione, è bene che le stanze che contengono i biocontainer siano provviste di sistemi d’allarme in grado di rilevare variazioni di temperatura all’interno di un biocontainer. In aggiunta, è altrettanto importante che i biocontainer siano dotati di una fonte secondaria di azoto che deve essere rilasciata in caso di avarie, come ad esempio durante un black out. Infine si sottolinea che ad oggi è stato dimostrato che le cellule staminali del cordone ombelicale possono essere conservate per almeno 24 anni senza alterarne ne la vitalità ne la capacità proliferativa.

Per quanto riguarda l’analisi dei campioni raccolti tramite i test genetici di Sorgente, tali campioni vengono analizzati mediante analisi PCR competitiva. In particolare, la procedura seguita dai nostri laboratori è di tipo allele specifica e segue una procedura proprietaria brevettata (KASP™, Kompetitive Alelle Specific PCR).

Come l’innovazione negli strumenti / tecnologie che utilizzate potrebbero migliorare il vostro lavoro in un prossimo futuro, quali sono gli scenari?

 

AT: Il miglioramento dei cell sorter consentirà certamente una miglior capacità, profondità e velocità di analisi dei campioni raccolti. Sistemi di analisi ad alte prestazioni come ad esempio FACSaria di BD Biosciences, rappresentano strumenti di estrema importanza anche dal punto di vista della ricerca. In aggiunta, sempre in questo ambito, il perfezionamento di sistemi di tracking in vivo delle staminali infuse, avrà un ruolo primario nella comprensione del meccanismo d’azione di tali cellule.

Dott. Alessio Trevisani,

Responsabile scientifico Sorgente

www.sorgente.com

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