Test per malattie sessualmente trasmissibili in aumento, perchè?



malattie sessualmente trasmissibiliCirca un euro su cinque spesi nei test per malattie infettive riguarda infezioni sessualmente trasmessibili (IST), secondo un nuovo rapporto di ricerca nel mercato della sanità a livello globale.
Nella sua nuova analisi, “Il mercato mondiale per test di malattie infettive “, la Kalorama Information, azienda che si occupa di ricerche di mercato in campo biomedico, ha riferito che in risposta ad un generale fallimento nell’eradicare le malattie sessualmente trasmissibili, molte compagnie di diagnostica in vitro hanno ampliato e rafforzato l’offerta per test  e piattaforme specifiche per queste malattie, soprattutto nella diagnostica molecolare.

All’interno della diagnostica in vitro, i test per le malattie infettive sessualmente trasmissibili in genere non non tengono conto della diagnostica per l’HIV o l’epatite virale, che rappresentano in modo indipendente mercati di molti miliardi di dollari. Gli agenti patogeni più significativi includono infatti Chlamydia (CT), la Gonorrea (NG), la Sifilide, gli agenti patogeni ToRCH (Toxoplasma, rosolia, citomegalovirus e herpes), e il Papillomavirus umano (HPV). Si tratta di infezioni altamente impattanti per la salute pubblica, la salute materna e prenatale e la salute neonatale.

Mentre i casi di Chlamydia sono in ascesa, la Gonorrea è scesa quasi il 75% tra il 1975-1997, ma da allora in poi è rimasta pressoché costante fino al 2009 prima di risalire leggermente ogni anno fino al 2012. La sifilide, dopo il calo del 90% quasi tra il 1990-2000, ha raggiunto il suo tasso più basso negli Stati Uniti da quando è iniziata la prima segnalazione nel 1941. Tuttavia, il tasso di sifilide è successivamente aumentato ogni anno 2001-2009 ed è aumentato di un altro 22% tra il 2011-2013 .

Secondo il CDC (Center for Disease Control), la crescita delle infezioni è avvenuta maggiormente in maschi omosessuali e tra i teenager, denunciando una generale mancanza di prevenzione ed informazione, ed elevando il conseguente rischio di contagio da HIV che cresce notevolmente in presenza di malattie infettive sessualmente trasmissibili. Il rischio occulto per i teenager di oggi che contraggono queste infezioni è soprattutto nel potenziale di contagio nei decenni a venire, data la frequente asintomaticità nei maschi, e alle gravi conseguenze per le donne che vedono l’infertilità in diretto legame con le infezioni. Bisogna altresì far notare che gli aumenti osservati in malattie sessualmente trasmissibili possono essere il risultato di un migliore screening ed efficacia nelle segnalazioni, piuttosto che un vero e proprio aumento nelle infezioni. Tra le donne americane sessualmente attive di età compresa tra 16-24 anni, lo screening della clamidia è infatti quasi raddoppiato tra il 2001-2012 salendo al 45%, anche grazie ad un aumento della popolazione con copertura assicurativa.

 

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